«Non stiamo discutendo di niente, non si parla di niente», accusa, prima di tentare di tracciare, per grandi linee, lo scenario pre elettorale che pare si stia delineando. Ma niente da fare, non è così facile come si potrebbe pensare. Perché, spiega Moccia, «in paese qualcosa si è mosso, ci sarà la partecipazione della minoranza, una fetta del Pd che ha rifiutato l’unità. Noi aspettiamo che il sindaco decida una volta per tutte che fare. Ha detto che non si candida, poi che se qualcuno glielo chiede si candida, siamo in attesa di sue nuove». Mentre in paese «si brancola nel buio più totale, ci si affanna con modi carbonari - accusa Moccia -. Perché pure questa lista che sta nascendo, della minoranza, si sta formando con riunioni segrete di persone di cui in cinque anni nessuno si è accorto. Vedere che si affannano a fare una lista di “rinnovamento totale” mi fa ridere. Quando si parlava di problemi reali del paese in quale antro di Forino erano nascosti? In 5 anni ne hanno avute di occasione, non abbiamo mai avuto il piacere di sentire alcuno sollevare una discussione politica, ora, ad un mese dalle elezioni, c’è la corsa alla candidatura?». E non sarebbe una novità per Forino. Dove, a sentire il capogruppo di maggioranza, è scientifico: mobilitazione sotto elezioni, letargo subito dopo. E sempre le stesse persone in lizza, con «i problemi che stanno sempre là, non si muovono di un millimetro, si fa la lista per vincere e non per amministrare, da 20 anni a questa parte, coi problemi che vanno ad incancrenirsi», contesta Moccia, ed è quanto starebbe accadendo anche questa volta. Con una divisione in “sette”, come le chiama Moccia, gruppi ristretti non abituati ad operare alla luce del sole. Ma «quando le liste nascono di nascosto, volutamente di nascosto, vuol dire che sarà l’ennesima lista di persone che o per interessi o altro si mettono insieme. Ma queste stesse persone negli ultimi vent’anni certo non si sono contraddistinte per bene comune, alternandosi quando in maggioranza quando in minoranza ma i problemi stanno sempre là». E a nulla è valsa la proposta avanzata dallo stesso Moccia: quella di una lista unitaria, di «unire le forze sane del paese, che hanno una storia politica, e fare una lista, nell’interesse primario del paese». Idea naufragata perché «a Forino regna una arroganza non del sapere e del fare, ma legata all’invidia verso gli altri. Se qualcuno emerge, bisogna affossarlo. A Forino non si parla di politica ma di chi sei amico, chi frequenti, tante sette dove ognuno parla con l’adepto e rifiuta il confronto con le persone libere. Questa la verità, non c’è politica ma sette. Più che far intervenire la politica bisognerebbe far intervenire il Vaticano - ironizza Moccia -. Un modo di fare che divide, che distrugge il paese. Io ho speso tanti anni cercando di mettere insieme le persone, non di dividerle, ma non c’è niente da fare. Ci si chiude e poi si viene ad un mese dalle elezioni si esce con: rinnoviamo, facciamo tutto nuovo. Ma cosa, se quelli siamo? Chi mastica di politica non siamo in molti, si riesce a fare una buona lista, ma non se si resta muro contro muro. Io ho provato a farlo investendo il segretario del Pd che conta a Forino 74 iscritti. C’è un metodo condiviso? scegliamolo e lavoriamo nell’interesse del paese. Ma a Forino evidentemente si preferisce fare le liste non sui programmi ma sui numeri rispetto alle idee. Questa è l’amara e cruda realtà. Dopo di che persone che hanno pure cultura la usano per seminare divisioni, il che non ci porterà da nessuna parte». E il fatto più grave sarebbe che questa mentalità starebbe tramandandosi di padre in figlio, «dentro queste sette addirittura vengono cresciuti giovani con questa mentalità - accusa Moccia - e se anche loro hanno immagazzinato questa cultura, di persone che parlano solo tra di loro, dalle loro postazioni, senza commistioni, senza confronto, ti cadono le braccia». La risposta a questo scenario? «Siamo in attesa di vedere quello che ci succede intorno - conclude Moccia -, intanto continuiamo nella nostra opera di amministrazione e poi se sarà il caso diremo anche la nostra ma non usando questi metodi massonici ma alla luce del sole, parlando con tutti, per vedere se riusciamo a trovare, oltre agli adepti, persone libere che ragionano con la loro testa, con cui parlare dei problemi e non di altre persone. Naturalmente facendoci aiutare anche dalla politica».







